venerdì 24 agosto 2012

Si alzano i prezzi dei giochi per smartphone: ne vale davvero la pena?

Ebbene si, siamo dominati dal caos più totale in ambiente iOS e Android. Posso dirlo con certezza dopo avere appreso che con l'ennesimo coup de théâtre, Square-Enix ha deciso di prezzare il suo Final Fantasy Dimensions alla "modica" cifra di 29$, l'equivalente dei nostrani 23€. Osservando la natura del prodotto, non è difficile capire che per quanto longevo o ben sceneggiato possa essere, esiste una differenza davvero enorme tra il prezzo ufficiale ed il valore materiale dell'opera: questo perchè a beneficio dei meno informati, Final Fantasy Legends: Hikari to Yami no Senshi (questo il nome giapponese originale) è in origine un titolo per cellulari FOMA creato dagli autori di Final Fantasy IV: The After Years, nonché di numerosissime riedizioni di classici Square-Enix per console portatili come Nintendo DS e PSP.

Chiunque si ritrovi in casa uno qualsiasi tra questi remake non faticherà a riconoscere in Dimensions gli stessi sprites, talvolta modificati in qualche minuscolo particolare e riproposti in upscale usando il filtro 2xSal di Maxim Stepin che ritroviamo in una vasta gamma di emulatori gratuiti per PC (Maxim ha reso di pubblico dominio il codice in C++ dell'algoritmo, per cui chiunque può utilizzarlo a piacimento nei propri programmi). Lo stesso discorso si estende alle animazioni ed alle musiche, peraltro incorniciate da un'interfaccia di qualità poco più che amatoriale. Pensate che l'edizione FOMA di Final Fantasy Dimensions è venduta in Giappone per 525 yen, ossia 5 euro e 30 centesimi.


Adesso, potremmo fermarci all'esempio specifico e chiederci come mai un gioco dai valori produttivi inferiori a quelli di un prodotto per SNES (si giungerebbe forse all'equivalenza, se non fosse per l'enorme numero di assets riciclati) finisca per costare così tanto, ma in verità il problema sta nella politica generale che Square-Enix, forse un tantino più furba o superba di altri produttori, ha deciso di applicare al settore mobile. Che è un settore tanto variegato quanto informe, dove ognuno può fare ciò che vuole e di conseguenza, gestire i prezzi in totale libertà. Vedete, questo non succede soltanto perchè Apple e Google lo consentono, ma anche perchè un produttore come Square-Enix è ben consapevole del fatto che chi gioca su smartphone non va certo a chiedersi quanto sia costato produrre un gioco, né da dove derivi il prezzo che vede su App Store. Forse, di base c'è anche l'idea che un marchio come quello di Final Fantasy sia di per sé garanzia di una qualità superiore, e che quindi sia naturale prezzare al di sopra della media ogni prodotto che lo esponga... Tuttavia, ciò sembra implicare che il giocatore non sia consapevole di giocare su un cellulare.

Il mio personale auspicio è che questa consapevolezza sia più diffusa di quanto Square-Enix non pensi, anche perchè eventuali dati di vendita positivi verrebbero immediatamente dati in pasto alla stampa per validare la fuorviata strategia del publisher. Con Final Fantasy Dimension si sta provando a testare un limite, ossia quello del "quanto possiamo spingerci oltre coi prezzi senza che i giocatori finiscano per volgere lo sguardo verso le console portatili". Quel limite, nell'avviso di chi vi scrive, è stato già abbondantemente varcato e sarebbe il caso che i diretti interessati comincino a guardare un po' oltre i confini dei loro magnifici display Retina e OLED: potrebbero scoprire macchine più performanti, meno costose e capaci di offrire esperienze di gioco il cui valore è realmente proporzionato al prezzo finale.