sabato 6 dicembre 2014

The Street Fighter V case and the PS4/PC exclusivity

Dear videogames fans, I guess your usual feeds have already filled you in about the waves raised by the Street Fighter V leak. The game was supposed to be one of the megatonic announcements by Sony for its imminent PlayStation Experience, with the PS4/PC exclusivity being the obvious shock factor. And the shock certainly manifested itself in the form of very harsh opinions about the supposed "theft" of such an important title to the vast Xbox crowd. Before investigating, though, another look at the corpus delicti can't hurt:


Street Fighter V Teaser from Laurent LaSalle on Vimeo.

Beautiful, huh? So beautiful that Capcom is scrumbling right now to remove any trace of the teaser, but the damage is done already: except resounding turnarounds, the Xbox One audience will have to wait before getting access to Yoshinori Ono's latest fighting sensation. Sony and Capcom just like Microsoft e Crystal Dynamics, then, but where the Rise of the Tomb Raider deal struck like a bolt from the blue, the japanese affaire doesn't come as a complete surprise.

The jolt lies all in the weight of the game: we're talking about the same Street Fighter V that according to Ono-chin, wouldn't have had a decent budget until 2018. Assuming that Sony has partially funded the game's development in exchange for a timed exclusive, we may be looking at a connotation of the console war where the fight for third parties attention becomes a long term theme of the current hardware generation. As the development costs continue to rise, the software makers are more than happy to evaluate risk-limiting solutions and recoup their costs as soon as possible.

On the other hand, the hardware manifacturers are well aware that an expertly timed release - even if just temporary - can have a huge effect on console sales, even before the actual game's launch. Imagine how many PS4 are being sold right now following the announcement, in close proximity with the year's end holidays. Those are well arranged circumstances from a financial standpoint, and the subsequent disappointment of a large chunk of consumers becomes nothing more than a distraction before higher interests. Immediate advantages: this is the fundamental value of a gaming industry whose internal balance is getting more and more unstable.

To those videogamers worried about this state of things, I would recommend a little bit of optimism. Street Fighter V will come to any successful platform, as it's always the case with Capcom. Victory comes to those who can wait: even the good old Gouken would agree.

giovedì 4 dicembre 2014

A proposito di Game of Thrones: Iron from Ice...

Certe volte, un tweet è qualcosa che arriva di getto. In altri casi bisogna scegliere attentamente cosa infilare in quei 140 caratteri, e per quanto succinto, credo che il mio messaggio riassuma decentemente il punto chiave della nuova avventura Telltale:
Dei difetti di Game of Thrones: Iron from Ice in versione giocata si sta parlando diffusamente altrove: il motore grafico, ora dotato di uno shader che emula alla lontana la pittura ad olio, è ormai chiaramente alle corde, e nei momenti d'azione l'interfaccia appare limitata, non sempre chiara e poco reattiva. Le tipiche magagne di Telltale, insomma. Nel valutare Iron from Ice è sempre bene tenere a mente il solco nel quale si inserisce, la natura ed il respiro di una formula che vive di limitazioni da aggirare: Kirk Hamilton scrive su Kotaku "ho avuto più l'impressione di star giocando a 'game of thrones' senza in effetti condurre IL gioco dei troni", un'ottima considerazione che però va contestualizzata.



Credo che Telltale Games abbia distillato bene nelle sue succinte meccaniche un aspetto chiave di Game of Thrones, ossia l'alternanza tra decisioni sottili ed altre più istintive: se nel confronto tra Mira Forrester, Margaery Tyrrell e Cersei Lannister si può tentare il gioco d'astuzia (del resto ci sono più tempo ed opzioni dialogiche disponibili), inginocchiarsi o meno di fronte al velenoso Ramsey Snow diventa ovviamente una scelta binaria dalle conseguenze immediate, responsabilizzanti. Iron from Ice non ha paura di mettervi con le spalle al muro quando le circostanze lo richiedono, ed in questo senso ha lo stesso "caratteraccio" del materiale d'origine, sebbene un po' meno profondo.

Considerati la breve durata dell'episodio (circa due ore) ed il suo ruolo da "pilota", direi che personaggi e situazioni sono ben presentati, mentre i volti noti paiono destinati ad avere un certo peso sulla trama anziché fungere da sterili cameo. Inoltre, Telltale introduce altri eroi dello show HBO sin dal momento dell'installazione, facendo capire da subito che lo spessore della vicenda ed i suoi legami con la saga di Martin saranno tutt'altro che tangenziali; sono segnali incoraggianti, nonchè ottimi motivi per vedere Iron from Ice sotto una buona luce.

Niente sassolini nella scarpa dunque? Si, qualcuno c'è, e mi riferisco in particolare alla gestione di animazioni e regia nel gioco. Movimenti credibili possono sopperire ad un dettaglio grafico ridotto, mentre una buona regia può limitare il ricorso ad animazioni complesse o mascherare quelle imperfette, come in una catena. Visti i limiti tecnologici del progetto, Telltale Games avrebbe potuto ammorbidire la sua agenda e mettere a frutto questi principi, anche per dimostrare nel suo piccolo di aver compiuto una maturazione stilistica. E invece si resta fermi agli standardi di The Walking Dead - buoni, per carità, ma ormai superabili senza troppi sforzi.

Telltale's Game of Thrones - Sito Ufficiale