lunedì 17 novembre 2008

Un mistero lungo una notte... ovvero: HOTEL DUSK Room 215


Setacciando nei meandri, nemmeno tanto remoti, della mia memoria, sono andato a ripescare quel piccolo grande gioiello di nome Hotel Dusk. Sarà che inconsciamente (si fa per dire) io senta il bisogno di un'esperienza un tantino più sostenuta di quelle che sto vivendo attualmente con altri giochi; sarà che volevo semplicemente cavalcare l'onda delle nostre recenti pubblicazioni data la nostra latitanza; qualunque cosa sia, eccomi qui a riproporre quanto scrissi sul forum di GameRepublic circa un anno e mezzo fa.

La mia non è una recensione, d'altra parte oggigiorno se si desidera quantomeno farsi seguire sembra indispensabile schiaffare un numero a fondo pagina per definirla tale (ma di questo parleremo in un'altra occasione molto probabilmente). Ciò che ricordo è che, a gioco appena terminato, mi venne una voglia matta di scriverne a riguardo con l'intento di condividere quanto avevo appena finito di vivere. Il risultato è ciò che troverete qui di seguito. Enjoy yourself, come direbbero i più anglofoni!

Nintendo Republic 06/05/2007 19:02:00

Quando ebbi notizia di questo titolo in versione americana qualche mese fa, rimasi alquanto dubbioso, non tanto circa la sua validità - sbandierata più e più volte a chiare lettere da chi di dovere - quanto in relazione alla sua straordinarietà.
Nonostante tutto però, non mi sento di condannare l'attegiamento di molti, i quali, giustamente, dopo un discreto Another Code, e alla luce della natura "atipica" del titolo, hanno preferito tenere gli animi non eccessivamente accesi.

Sta di fatto che ci troviamo dinanzi ad un gioco indiscutibilmente bello, denso di carica emotiva, e in grado di tenere incollato il proprio fruitore ininterrotamente sino alla fine. Sì, perché l'ultima fatica targata Cing riesce ad elargire in termini di trama, sia in qualità che in quantità, ciò che molti giochi - che a tale componente pensano di dedicare un ruolo importante - proprio non riescono a offrire, per quanto possano provarci. Oltretutto, sotto questo aspetto, nulla ha da invidiare ad un qualsiasi lungometraggio di prim'ordine. Non a caso le tematiche trattate sono molteplici, perdipiù in maniera intelligente, anche se il breve soffermarsi su taluni aspetti potrebbero lasciar intendere una vena di "leggerezza" nel proporcele, ma, considerato il contesto, il tutto si intregra con armonia e alla perfezione.

Quella di Hotel Dusk è un'esperienza, e tale elemento è tenuto in dovuta considerazione dagli sviluppatori, considerato il dislivello tra la mole di interattività e quella di mera (ma ugualmente appagante, se non di più) ricezione passiva degli eventi - che si snoda perlopiù attraverso lunghe letture di numerosi ed interessantissimi dialoghi - a favore di quest'ultima.

Ciò non implica un gameplay insulso e superficiale, al contrario, questo è uno di quei giochi che dalla "touch generation" proprio non può prescindere, e il merito è degli sviluppatori se a più riprese, man mano che si procede con la storia, vi accorgerete come sia impensabile su di una qualsiasi altra piattaforma, se non forse sulla sorella maggiore Wii; ma anche una simile possibilità sarebbe da considerare con le molle.

Fatta questa premessa, e chiaro ciò a cui si va incontro, sono del parere che nessun degno possessore di questa 'strana' console debba in alcun modo privarsene.
Lo stile insito in questo titolo poi è un qualcosa che esula da tutto quello che ci è stato proposto sino ad ora. L'idea di presentarci ogni singolo personaggio con quello stile grafico tratteggiato, che trova un eccellente compromesso tra i termini 'fumettistico' e 'noir', dona all'intera vicenda un alone di misteriosità e maestosità inauditi. Di contro c'è un 3D non eccelso, ma che, nonostante il ruolo tutt'altro che marginale che ricopre, non pregiudica granché il tutto.

In altre parole, spesso si è abusato di ciò che sto per scrivere, ma mai come in questo caso è azzeccata la frase: avvicinatevi a questo titolo per viverlo, non per giocarlo... diversamente rivolgete la vostra attenzione altrove.
Se sarà questo l'approccio però, vi assicuro che ne varrà decisamente la pena.

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