mercoledì 5 marzo 2014

Amy Hennig va via da Naughty Dog. Cosa significa per lo studio?

In questo momento della giornata, gran parte di voi saprà già cosa è accaduto presso Naughty Dog: l'acclamata Amy Hennig, sceneggiatrice di Uncharted e di Legacy of Kain, ha abbandonato lo studio americano e con esso, lo sviluppo della quarta avventura di Nathan Drake. Una notizia già eclatante di per sé, ma corroborata da una speculazione secondo cui l'abbandono sarebbe stato causato da Neil Druckmann e Bruce Straley, responsabili di The Last of Us. Gran parte delle reazioni sul Web recano il segno del disappunto e del sospetto, ed è naturale chiedersi cosa possa essere accaduto di così grave da portare ad una conseguenza tanto estrema.




Chi sinora ha avuto la curiosità di seguire i vari dietro le quinte di Uncharted e The Last of Us, sa che Naughty Dog ha una struttura orizzontale: ogni progetto ha i suoi responsabili, certo, ma tutti i membri dello staff sono liberi di esprimere la propria opinione qualora ritengano che uno o più aspetti del lavoro non funzionino a dovere. La sede della software house consta di un grande spazio aperto dove le postazioni dei dipendenti non sono fisicamente separate, per cui ad esempio, un grafico può tranquillamente raggiungere un programmatore e dirgli "è possibile implementare/ modificare/ eliminare questo?", e viceversa. Esiste un rapporto molto diretto tra i dipendenti.

Nonostante il rischio di confronti accesi, Evan Wells e Christophe Balestra hanno scelto questa impostazione perché a loro parere, consente di risolvere al volo buona parte dei problemi inerenti alla realizzazione di un videogioco, talvolta addirittura trovando soluzioni più brillanti rispetto a quelle degli stessi game directors. Che in Naughty Dog siano potute emergere differenze creative tra la Hennig, Druckmann e Straley è quindi più che probabile; tutt'altro paio di maniche è ritenere che ad un certo punto, il duo di The Last of Us abbia detto alla Hennig "sei fuori", come suggerisce IGN. Solo i presidenti possiedono questa autorità, ed una decisione di tale portata dev'essere stata ponderata con attenzione da Wells e Balestra sulla scorta di cosa era meglio per Uncharted 4.    

A tal proposito diventa importante rilevare come Uncharted 2, universalmente ritenuto il miglior capitolo della serie, sia l'unico co-sceneggiato dal trio in questione. Anche Druckmann e Straley, dunque, conoscono bene la ricetta segreta del franchise, e poiché intraprendere una direzione più "oscura" rischierebbe di portare troppo vicini ai territori del nuovo Tomb Raider, questo dovrebbe infondere un po' di ottimismo riguardo alla possibilità che lo spirito originario di Uncharted venga preservato. In extrema ratio, l'abbandono di Amy Hennig potrebbe diventare l'opportunità di crescita che in tanti auspicavano, soprattutto chi ha patito la debolezza narrativa de L'Inganno di Drake.

Naughty Dog si affacciava al futuro da una posizione di forza, ma questo incidente di percorso riflette uno stato di precarietà che oramai interessa tutta l'industria del videogioco, un ambiente nel quale cambiamenti e decisioni drastiche costituiscono la norma giornaliera.

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