giovedì 4 dicembre 2014

A proposito di Game of Thrones: Iron from Ice...

Certe volte, un tweet è qualcosa che arriva di getto. In altri casi bisogna scegliere attentamente cosa infilare in quei 140 caratteri, e per quanto succinto, credo che il mio messaggio riassuma decentemente il punto chiave della nuova avventura Telltale:
Dei difetti di Game of Thrones: Iron from Ice in versione giocata si sta parlando diffusamente altrove: il motore grafico, ora dotato di uno shader che emula alla lontana la pittura ad olio, è ormai chiaramente alle corde, e nei momenti d'azione l'interfaccia appare limitata, non sempre chiara e poco reattiva. Le tipiche magagne di Telltale, insomma. Nel valutare Iron from Ice è sempre bene tenere a mente il solco nel quale si inserisce, la natura ed il respiro di una formula che vive di limitazioni da aggirare: Kirk Hamilton scrive su Kotaku "ho avuto più l'impressione di star giocando a 'game of thrones' senza in effetti condurre IL gioco dei troni", un'ottima considerazione che però va contestualizzata.



Credo che Telltale Games abbia distillato bene nelle sue succinte meccaniche un aspetto chiave di Game of Thrones, ossia l'alternanza tra decisioni sottili ed altre più istintive: se nel confronto tra Mira Forrester, Margaery Tyrrell e Cersei Lannister si può tentare il gioco d'astuzia (del resto ci sono più tempo ed opzioni dialogiche disponibili), inginocchiarsi o meno di fronte al velenoso Ramsey Snow diventa ovviamente una scelta binaria dalle conseguenze immediate, responsabilizzanti. Iron from Ice non ha paura di mettervi con le spalle al muro quando le circostanze lo richiedono, ed in questo senso ha lo stesso "caratteraccio" del materiale d'origine, sebbene un po' meno profondo.

Considerati la breve durata dell'episodio (circa due ore) ed il suo ruolo da "pilota", direi che personaggi e situazioni sono ben presentati, mentre i volti noti paiono destinati ad avere un certo peso sulla trama anziché fungere da sterili cameo. Inoltre, Telltale introduce altri eroi dello show HBO sin dal momento dell'installazione, facendo capire da subito che lo spessore della vicenda ed i suoi legami con la saga di Martin saranno tutt'altro che tangenziali; sono segnali incoraggianti, nonchè ottimi motivi per vedere Iron from Ice sotto una buona luce.

Niente sassolini nella scarpa dunque? Si, qualcuno c'è, e mi riferisco in particolare alla gestione di animazioni e regia nel gioco. Movimenti credibili possono sopperire ad un dettaglio grafico ridotto, mentre una buona regia può limitare il ricorso ad animazioni complesse o mascherare quelle imperfette, come in una catena. Visti i limiti tecnologici del progetto, Telltale Games avrebbe potuto ammorbidire la sua agenda e mettere a frutto questi principi, anche per dimostrare nel suo piccolo di aver compiuto una maturazione stilistica. E invece si resta fermi agli standardi di The Walking Dead - buoni, per carità, ma ormai superabili senza troppi sforzi.

Telltale's Game of Thrones - Sito Ufficiale

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