mercoledì 30 giugno 2010

Saints Row: Drive By, ovvero l'ultimo chiodo sulla bara di PSP


Chiunque si interessi di videogiochi in maniera un pizzico meno superficiale della media potrebbe stilare una lunga serie di scelte bizzarre - e talvolta conclamatamente sbagliate - operate da Sony nella corrente generazione hardware. Gran parte di esse possono ascriversi ad una tragica lentezza da parte della società giapponese nel recepire i trend del mercato e sfruttarli a proprio vantaggio, come nel caso di PlayStation Move: capitalizzando su una felice intuizione di Nintendo, Sony si è proposta di migliorarla dal punto di vista tecnico e del marketing, atteggiamento tutto sommato non incomprensibile (anzi, date le circostanze potrebbe addirittura considerarsi opportuno) né sbagliato. Ciò non implica che sia corretto a priori, specialmente quando non si ha notizia di alcuna ricerca di mercato seria condotta in quella direzione.

Ma ancor più preoccupante, a mio avviso, è trascurare deliberatamente le possibilità aperte dal proprio operato nel corso degli anni: ad esempio, potremmo discutere a lungo sul fatto che non tutto il software PSP sia disponibile su PlayStation Network, sull'assurdità di vendere quel che c'è allo stesso prezzo del pacchettizzato, o ancora sul fatto che in pochissimi abbiano sfruttato degnamente l'interoperabilità dei giochi PSP/PS3. Proprio queste considerazioni ci portano per induzione al nocciolo del post...

Per quale ragione Sony, ignorando una chiara richiesta da parte della propria utenza, non ha fatto in modo che i giochi PSP fossero giocabili anche su PlayStation 3?

La domanda emerge prepotente alla luce di un recente annuncio fatto da THQ: pare che Saints Row: Drive By, action game open world destinato ai lidi di Nintendo 3DS, sia destinato a comparire anche su Xbox Live portando con sé non solo il rendering in 3D stereoscopico, ma anche l'interoperabilità con la versione Xbox 360 di Saints Row 3. Non occorre essere analisti di mercato per capire quanto intelligente sia questa mossa, né improvvisarsi Sherlock Holmes per collocarne l'origine in un'attenta analisi che tiene conto non solo di proiezioni future relative al nuovo hardware Nintendo, ma anche e soprattutto dei desideri contingenti dell'utenza, siano essi riferiti o meno alle piattaforme del caso (3DS, XBL). Considerato che:

a) nel più oneroso dei casi, produrre un gioco per Nintendo 3DS costa quanto realizzarne uno su Wii (cit. Satoru Iwata)

b) convertire il gioco in formato XBL è un processo relativamente rapido e poco costoso rispetto al realizzarne uno ex-novo

c) creare un gioco destinato a questi due canali costa complessivamente meno che realizzarne uno solo su Xbox 360 o PS3, garantendo guadagni potenzialmente raddoppiati

si comprende come l'intera iniziativa corrisponda a dare un colpo al cerchio ed uno alla botte: diminuiscono l'investimento ed i rischi (cit. Danny Bilson di THQ), crescono i guadagni.  È pur vero che certe caratteristiche del software per 3DS (uso del touch screen, controllo giroscopico, uso delle immagini 3D riprese dalla fotocamera stereoscopica) non potrebbero transitare nel più tradizionale formato dei giochi XBL senza essere radicalmente riprogettate, ma le prospettive commerciali della "soluzione THQ" permangono, e con esse i presupposti affinchè i produttori di terze parti seguano la stessa strada.

Se tutto ciò dovesse effettivamente accadere, sorgerebbe un ultimo e legittimo interrogativo: è plausibile che nel perseguire la "soluzione THQ", le software house finiscano per rinunciare al pieno sfruttamento delle risorse offerte da 3DS? In una certa misura, si. Le software house potrebbero infatti optare per un design equilibrato, rinunciando ad alcune caratteristiche per agevolare l'implementazione del gioco da una parte e dall'altra. L'alternativa consisterebbe in uno sviluppo "disgiunto" dello stesso prodotto che incrementando gli sforzi di design (e con essi i costi) garantisca la piena parità di features tra le versioni 3DS ed XBL.

Tornando al nocciolo del post, sarebbe opportuno che Sony non sottovalutasse la prospettiva qui delineata e si riappropriasse rapidamente di un' idea che il dualismo PSP/PS3 suggerisce già da lungo tempo, ossia poter giocare i prodotti PSP sulla console maggiore. La piccola di casa Sony potrebbe subire un contraccolpo nelle vendite hardware, ma riuscirebbe finalmente a corroborare le vendite dei giochi, questione che notoriamente costituisce la spina nel fianco dell'intero business PSP.

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